Riflessioni di Natale

“La verità è che nonostante la durezza del campare, la mancanza di assistenza, la difficoltà dei mezzi di trasporto ..[…], una nativa ricchezza interiore, una serena fermezza,

un’antica sapienza, aiutava la gente, dagli anziani agli adolescenti, a non perdere mai la fiducia. Il segreto d’una eleganza che si traduceva in meccanica di gesti, di gentilezza di modi, di affettuosità di parole, al di là di certi episodi in apparenza brutali che alimentavano le pagine della “nera,

va ricercata forse in un’attenta sobrietà di vita, in una durata del sentimento, in una precisa consapevolezza del vivere, che ricevevano vigore da un assiduo rapporto con la natura.

…[…]

(le case di allora)..   avevano però tutte, anche le più anguste e malandate, un pregio: non recidevano mai il filo che lega l’uomo alla terra, agli alberi e agli animali.

…[…]

Anche se uno in preda alla follia avesse  voluto trincerarsi dentro un fortilizio di malinconia, la calda aggressività degli altri sicuramente l’avrebbe indotto a capire che aveva imboccato una strada sbagliata, senza via d’uscita.

Era del resto la stessa spiegazione  che nei loro sermoni domenicali davano quei bizzarri preti dalla tonaca sempre sporca di tabacco, …[…]…

Non c’era infatti commento evangelico, pronunciato in uno sgrammaticato italiano che sapeva di dialetto veneto …[…]. che non battesse l’accento proprio sull’importanza di vivere, sulla ricchezza di volersi bene, sul dovere di affrontare in pace le avversità dell’esistenza…”

da “I veneti sono matti” – G.A. Cibotto – Neri Pozza Narrativa

 

 

 

 

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